Turismo

Lonigo, oltre ad essere città del vino, è molte altre cose: è il suo castelloscaligero, il cui Mastio saluta assieme alla cattedrale ottocentesca, ivisitatori che arrivano da est o da ovest; è il suo teatro ottocentesco, esempio unico nel vicentino; è il suo bellissimo  centro storico; è la sua villa di Andrea Palladio (Villa Pisani Bonetti a Bagnolo); è la Rocca Pisani, splendida realizzazione dello Scamozzi. Oltre a tutto questo, molto altro, ma soprattutto una città attiva e fiera delle proprie antichissime origini.

VILLA PISANI BONETTI a Bagnolo

Via Risaie, 1
36045 Bagnolo di Lonigo (VI)
Tel: 0444.831104 - Referente Sig.ra Federica Fochesato
Fax: 0444.835517
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Villa Pisani a Bagnolo di Lonigo, progettata da Andrea Palladio fin dal 1541, data del ritorno dal suo primo viaggio a Roma, e costruita tra i 1544 e il 1545, è forse l’opera più rappresentativa del periodo giovanile della sua attività. Con essa inizia la gloriosa collaborazione del Palladio con la Serenissima. Per la prima volta, non usa nel salone centrale il classico soffitto piano e ligneo, ma crea questo spazio unico nella storia delle sue opere, con un ardito e arioso incrocio fra una prima parte con volta a botte e una seconda con volta a crociera, illuminate dalla grande apertura della finestra termale. La stessa loggia, arricchita all’esterno da una importante finitura di bugnato rustico, con i tre fornici ripresi nell’andamento curvo dalle due estremità absidate, costituisce uno degli spazi palladiani più originali e studiati. Ispirata alla monumentalità imperiale di Roma, Villa Pisani ben si adattava a rappresentare l’insediamento dei nuovi ‘feudatari’ e l’affermazione del potere di Venezia sulla terraferma. La posizione della Villa sul fiume la collegava facilmente a Venezia per i trasporti sia delle persone che dei materiali e dei raccolti, facendone un luogo particolarmente comodo alla famiglia Pisani per l’utilizzo estivo e lavorativo che ne veniva fatto. Interessanti le parti affrescate attribuite a Francesco Torbido allievo di Giulio Romano e unico nel suo genere il cucinone, mai presente al piano nobile di questo genere di ville, ma qui trasferito nel ‘700 a causa del tracimare delle acque del Guà.

Sito web: www.villapisani.net

APERTURA:
Su appuntamento telefonico

INGRESSO:
Ingresso a persona: € 8,00
Gruppi con più di 15 persone: € 7,00
Riduzione: scuole e FAI

IL DUOMO

Il giorno 27 giugno 1877 nel luogo corrispondente al centro dell’antico Castello Calmano sulle rovine del demolito convento di S. Marco, fu collocata la prima pietra del tempio a Cristo Redentore, dal Vescovo di Vicenza, monsignor Farina.

Nel 1895 in seguito ad una epidemia di colera, si pensò di dotare Lonigo di un Duomo degno della sua posizione economica, a forma di croce latina in onore a Cristo Redentore. Il grandioso duomo di Lonigo fu eretto in stile eclettico su progetto dell'architetto veronese Giacomo Franco, utilizzando parte dei frammenti della demolita chiesa di S. Marco (una parte del pavimento e alcuni arredi (tele e altari)).

Rivolto verso piazza cavalli (ora IV novembre) il Duomo veniva a porsi come elemento più importante della piazza.

La facciata principale che ricorda quella romanica di S. Zeno a Verona, è divisa in tre corpi con relativi ingressi, corrispondenti alle tre navate; sopra l’ingresso principale, un rosettone frastagliato da colonnine e archetti e, una lunetta eseguita da mosaicisti veneziani.

L’interno di vaste proporzioni, diviso in tre navate con ciascuna un proprio altare è in stile romanico con accenni rinascimentali.

Le colonne corinzie ricordano le chiese del 400, le bifore lo stile gotico; nel centro della crocera sorge la cupola.

Gli altari minori, nella loro semioscurità, ricordano i segreti cunicoli delle catacombe, come recitava un foglio dell’epoca.

Nella tribuna che copre l’atrio, sopra il portale maggiore, fu collocata nel luglio del 1919 la statua in pietra di Cristo Redentore.

Vastissima la tribuna absidale ove è posto l’altare maggiore ritrovato in un campo e, conservato nella chiesa di S. Daniele fino alla soppressione degli ordini religiosi voluti da Napoleone.

I lavori a ridosso dell’abside per la costruzione del campanile, furono sospesi per motivi forse estetici o forse finanziari.

L’idea di adibire a campanile il phentermine info torrione dell’antico castello, naufragò in più riprese; ancora oggi spetta alle campane della chiesa vecchia di diffondere i loro rintocchi.

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